Una multa priva di data dell’infrazione è valida?

z26Può capitare che ci venga contestata un’infrazione ma che il verbale non rechi la data in cui l’infrazione contestata si sarebbe verificata. In questo caso, la contravvenzione è valida ugualmente e la sanzione comminata nel relativo verbale va pagata?

Ebbene, se nel verbale compilato dall’agente accertatore e notificato al trasgressore non è presente la data di accertamento – cioè il giorno e/o l’ora alla quale la violazione contestata si sarebbe verificata – ciò preclude la possibilità per il ricorrente di far valere le proprie ragioni.

Per giorno della commessa violazione, peraltro – anche se pare superfluo sottolinearlo – si intende la data della commessa violazione e cioè, non soltanto il giorno, ma anche il mese e l’anno di realizzazione del preteso illecito amministrativo stradale.

La presenza di questo banale errore materiale, come si evince dall’esame delle sentenze dei Giudici di Pace e della Corte di Cassazione, conduce inevitabilmente il Giudicante, e ancor prima la stessa Pubblica Amministrazione, in via di autotutela, a dover sancire l’invalidità del verbale, in quanto viene leso il diritto di difesa del soggetto sanzionato.

Pertanto, si può presentare ricorso in autotutela, inviandolo con raccomandata A.R allo stesso Comando (solo però se è indicato nel verbale) che ha emesso la contravvenzione, chiedendo l’annullamento della multa. Se non si riceve risposta, oppure se questa è avversa, si può proporre ricorso al Giudice di Pace (che però non è del tutto gratuito e va fatto entro 30 giorni dal ricevimento del verbale).



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