Una multa per targa clonata va pagata?

m56A volte, qualche malcapitato automobilista riceve delle multe per infrazioni al Codice della Strada mai commesse, semplicemente perché la targa della propria auto è stata “clonata”, cioè riprodotta ed utilizzata in modo illecito, Si parla di qualcosa come un centinaio di casi al mese.

In questi casi, va presentata una denuncia penale contro ignoti alla Procura della Repubblica, e entro 30 giorni dal ricevimento della multa si può fare ricorso con raccomandata A.R allo stesso Comando (solo però se è indicato nel verbale) che ha emesso la contravvenzione, specificando che si tratta di “notificazione del verbale a soggetto estraneo” e chiedendone quindi l’archiviazione.

Di solito, però, se uno non è in grado di dimostrare con prove documentali (non bastano le dichiarazioni verbali di terzi) che si trovava altrove oppure se marca e modello della propria auto (qualora indicati nel verbale) non risultano diversi da quelli della contravvenzione, il ricorso viene respinto.

In alternativa, l’automobilista ha 30 giorni di tempo dalla notifica per ricorrere davanti al giudice di pace del luogo in cui la violazione è stata rilevata, chiedendo sospensione e annullamento della stessa (pagando entro i 60 gg. dalla notifica del verbale originario, in caso non la si ottenga).

Infatti, un’automobilista multato non può omettere il pagamento se non vince un ricorso (non interessa, all’ordinamento, che uno abbia o meno commesso il fatto, ma solo che possa dimostrarlo) e le Autorità preposte tendono a rigettare i ricorsi a meno che non siano molto più che ovvi e scontati.



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