Un risarcimento per i danni dell’acqua troppo calcarea

CalcL’acqua che arriva in casa, nel caso di taluni acquedotti, risulta essere estremamente calcarea e ciò porta problemi a tubature ed elettrodomestici. Inoltre, quando il calcare la fa da padrone, l’acqua potabile in pochi si azzardano a berla, e spesso si formano macchie rossastre nei piatti delle docce o nei lavandini, dovute proprio al calcare espulso, a segnalarne l’eccesso.

Per non parlare di elettrodomestici, tubature e impianti di condizionamento che si usurano prima del tempo a causa della “durezza” dell’acqua e possono costringere i cittadini a sborsare tra i 350 e i 500 euro l’anno tra riparazioni e sostituzioni. L’accumulo di calcare, inoltre, costringe inoltre a consumare più energia per il riscaldamento e la circolazione dell’acqua: si calcola che un elettrodomestico aggredito dal calcare consuma fino al 30% di energia in più.

Pertanto, in situazioni simili, ha senso chiedere formalmente la restituzione di parte delle bollette versate negli ultimi anni o almeno degli importi scontati sulle bollette future, richieste che possono essere avanzate tramite le associazioni di consumatori, le quali possono promuovere una class-action, cioè un’azione giudiziaria collettiva, di solito gratuita per i propri iscritti.

Un’azione del genere, ad esempio, è stata di recente intrapresa dai cittadini di Bastia (vicino Albenga, in Liguria), esasperati dai disagi come il non poter bere l’acqua e dalle spese straordinarie che si sono dovuti sobbarcare per rimediare ai danni prodotti dal calcare. Le oltre 200 famiglie interessate hanno avuto il supporto del legale del locale Movimento consumatori.



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