Tari pagata in ritardo, come rimediare

RitardoSe per qualsiasi motivo non si paga la Tari entro le scadenze dell’anno previste, scatta una sanzione amministrativa pari al 30% della somma non pagata o pagata in ritardo, tuttavia è ancora possibile pagare l’ imposta senza incorrere nella sanzione piena.

Basta avvalersi del cosiddetto “ravvedimento operoso”, previsto dall’articolo 13 del decreto legislativo 471/1997, con il quale il contribuente in errore paga una sorta di multa ridotta che viene calcolata partendo dalla cosiddetta sanzione ordinaria che è fissata al 30% dell’importo che non è stato versato.
In questo caso la sanzione è ridotta in base alla tempestività del pagamento.

Il Comma 637 della Legge di Stabilità 2015, infatti, prevede per il ravvedimento operoso una riduzione della sanzione pari ad un nono del minimo per versamenti effettuati in ritardo dopo 30 giorni e fino a 90 giorni dalla scadenza. Dopo il 90° giorno si applica la sanzione pari al 3,75% già prevista dal Ravvedimento Lungo.

Quindi i Calcoli applicano il Ravvedimento Sprint, il Ravvedimento Breve, la nuova modifica introdotta dalla Legge di stabilità sulla prima parte del Ravvedimento Lungo (sanzione al 3,33%) e il Ravvedimento Lungo dopo il 90° giorno di ritardo.

Per potersi avvalere del ravvedimento operoso devono essere soddisfatte due condizioni: che la violazione non sia stata già constatata dagli organi competenti, e che non si sia già a conoscenza di procedure di verifica a proprio carico da parte degli stessi organi competenti.



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