Si può installare un secondo contatore della luce?

d32Spesso può capitare di aver bisogno di un secondo contatore della luce per sopraggiunte nuove esigenze, che possono essere, ad esempio: un nuovo nucleo familiare che vive nello stesso immobile (come accatastamento) e vuole separare le spese, un marito che vuole usare degli attrezzi nel garage, etc.

Se noi abbiamo già un contratto elettrico di tipo domestico, l’attuale normativa vieta di avere un secondo contatore per uso domestico. In tal caso, possiamo quindi solo aumentare la potenza del contatore preesistente (ad es. passare da 3 a 5,5 o 6 kW, sebbene il costo a kW dell’elettricità sia maggiore) o richiedere un secondo contatore ma “per altri usi” (ad es. per le pertinenze attigue alla casa).

La tariffa elettrica “Bassa Tensione Altri Usi” (o BTA) è infatti in genere destinata ai clienti non domestici connessi in bassa tensione, ma viene anche applicata al secondo contatore a volte presente nelle abitazioni, ad esempio nel garage. Essa può essere monoraria o multioraria. Lo scaglione di potenza installata più piccolo disponibile è di 1,5 kW.

D’altra parte, occorre tenere presente che oggi gran parte della spesa fatturata in bolletta è rappresentata da costi fissi, per cui a meno che non vi siano particolari ragioni non conviene avere due contatori. Se vi sono due nuclei familiari, basta aumentare la potenza del contatore e installare un contabilizzatore di consumi sulla linea che va al nucleo familiare più lontano dal contatore.

Inoltre, non sono rari i casi di utenti che hanno fatto richiesta di un secondo contatore e, successivamente all’installazione, si sono visti arrivare bollette con un costo a kWh “stratosferico”. Perciò, è opportuno considerare quella del secondo contatore davvero “l’ultima spiaggia”.



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