Quanto costa passare al mercato libero dell’energia elettrica?

Scegliakfrere un nuovo contratto o un venditore non comporta spese, a condizione che lo stesso cliente non abbia già cambiato venditore nei dodici mesi precedenti: solo in questo caso il distributore addebiterà un contributo fisso di 27 euro al venditore prescelto, che potrà a sua volta addebitarlo al cliente.

Il contributo non è mai dovuto se il cliente intende tornare dal mercato libero al servizio di maggior tutela. Sul nuovo contratto è dovuta l’imposta di bollo (14,62 euro), in conformità alla normativa fiscale.

Tuttavia, secondo una recente indagine dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG), Il mercato libero non conviene. Almeno per quel che riguarda le tariffe dell’energia. I prezzi di luce e gas per famiglie e imprese che hanno scelto il mercato libero, infatti, sono più pesanti di quelle dei consumatori rimasti in quello tutelato, ancora la maggioranza.

Ad esempio, il prezzo della componente energia (che pesa circa per metà sulla bolletta elettrica totale) sul mercato libero “per i clienti domestici è risultato il 12,8% più alto del prezzo di maggior tutela”, mentre “per i clienti non domestici tale percentuale è pari al 6,6%.



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