Quant’è la potenza minima di un contatore elettrico?

g64La potenza installata minima contrattualmente ammessa è di 1,5 kW. La più diffusa, naturalmente, è la 3 kW (disponibile sia trifase che monofase). A salire, troviamo la 4,5 kW e la 6 kW. I limiti degli scaglioni solitamente sono 10 kW – 15 kW – 20 kW – 25 kW – 30 kW.

La potenza impegnata di 1,5 kW (con il solito limite di tolleranza in più del 10%, pari a 150 W) è adatta per piccole abitazioni sprovviste di elettrodomestici o che hanno un impianto ad energia rinnovabile (fotovoltaico, eolico, etc.) – magari con accumulo – che integra in caso di necessità.

L’utilizzo di una lavatrice o di una lavastoviglie non è infatti compatibile con una potenza così bassa, specie se si hanno contemporaneamente altri piccoli consumi (frigorifero, TV, etc.). Un rustico dotato solo di frigorifero, illuminazione, televisione e di altri apparecchi a basso consumo no ha invece problemi.

La potenza di 1,5 kW permette di risparmiare sulla bolletta elettrica, dato che ad esempio nel caso della comunissima tariffa elettrica “D2” (ovvero quella per i clienti domestici residenti), già solo il costo fisso per la quota potenza incide per circa 7 euro a kW l’anno.

Si noti che, per le case di una certa dimensione che necessitano di una potenza installata superiore a 6 kW (ad es. grandi case o ville con piscine, sauna e idromassaggio, cucine industriali e/o altre apparecchiature particolarmente energivore), l’utenza elettrica viene attivata in trifase.



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