Posso passare a un fornitore di gas di un’altra zona geografica?

rilvSì, poiché, con la liberalizzazione del mercato del gas, l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) ha imposto la separazione societaria dell’attività di distribuzione di gas naturale da quella della vendita, per cui chi vi fa firmare il contratto della luce o del gas utilizza la rete gestita da terzi per farvi arrivare l’energia che in essa immetterà per voi.

In pratica, il fornitore o venditore è l’azienda che invia la bolletta, con cui si firma il contratto di “vendita” del gas; il distributore, invece, è un’altra azienda che, in una certa area, gestisce la rete di distribuzione per far arrivare il gas fino alle case.

Il venditore acquista il gas all’ingrosso e lo vende al cliente finale. Per far arrivare il gas acquistato al cliente finale il venditore ha la necessità di farlo trasportare sulle reti di trasporto nazionale e regionale (reti di trasporto) e locali (le reti di distribuzione) e quindi, oltre a sostenere il costo di acquisto del gas, il venditore paga al gestore di tali reti l’uso della rete stessa e delle altre infrastrutture secondo una tariffa che è fissata dall’AEEG.

Con la liberalizzazione, le attività di trasporto e distribuzione restano gestite da un singolo operatore che si aggiudica l’esclusiva attraverso la partecipazione ad una gara indetta dall’ente locale. Perciò, una volta scelto il fornitore di gas italiano che preferite, il gas vi arriverà anche se nella vostra zona siete attualmente legati ad un altro operatore.

Infatti, per cambiare fornitore non occorre alcun intervento sugli impianti: cambia solo la gestione commerciale e amministrativa della fornitura, mentre la continuità e la sicurezza del servizio resta assicurata. Di conseguenza, il cambio del fornitore del gas è un’opportunità che quanto meno va presa in considerazione, anche se non sempre risulta conveniente.

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