Morosità, i costi per il riallaccio della corrente elettrica sospesa

CostiI clienti con contratto sul mercato vincolato devono pagare: (1) un contributo fisso di 27,52 €, ridotto del 50% quando l’utenza è già predisposta per la telegestione, cioè nel caso di contatore elettronico; (2) un contributo per oneri amministrativi di 23 € per la riduzione di potenza o per la sospensione della fornitura; (3) un contributo fisso, per oneri amministrativi, di 23 € per il ripristino di potenza o per la riattivazione della fornitura.

Si noti che ai costi suddetti occorre aggiungere l’IVA e che, se la sospensione della fornitura è preceduta dalla riduzione di potenza, il contributo fisso di cui al punto (1) deve essere richiesto una sola volta. Inoltre, se avete il vecchio contatore elettromeccanico, non potete usufruire della riduzione per il contatore elettronico telegestito.

Nel mercato libero, invece, i clienti devono pagare: (a) un contributo fisso, per oneri amministrativi, di 27,52 €, ridotto del 50% quando l’utenza è già predisposta per la telegestione; (b) un eventuale addebito dei costi per la prestazione commerciale come indicato nei singoli contratti. La riattivazione comporta l’addebito delle spese relative nella bolletta successiva.

Nel caso in cui il venditore proceda alla sospensione del servizio per morosità senza aver prima provveduto a inviare al cliente una raccomandata di messa in mora, al cliente non potrà mai essere richiesto un ulteriore corrispettivo per la sospensione o per la riattivazione della fornitura. Idem nel caso in cui, protraendosi la morosità per conguagli o per importi anomali, il venditore abbia sospeso la fornitura di corrente elettrica senza prima rispondere ai reclami scritti del cliente.



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