Se l’acqua è inquinata devo pagare la bolletta?

CalcSono abbastanza frequenti, in Italia, i casi di acqua dell’acquedotto non potabile per vari motivi che obbligano i cittadini a rifornirsi di acqua adatta ai consumi alimentari da fonti alternative alla rete idrica cittadina, ovvero in genere i supermercati, che in queste circostanze registrano un picco nelle vendite di acqua imbottigliata.

Se l’acqua non è potabile, cioè i valori di uno o più inquinanti superano i limiti di legge o è visibilmente sporca, si deve ugualmente pagare la bolletta, ma non per questo si è senza armi nei confronti dello scadente servizio erogato, tanto più che nel caso di inquinanti come ad es. l’arsenico si parla di sostanze cancerogene per tutti, sindaci e assessori compresi.

In pratica, in tali casi si può fare ricorso al fornitore locale per il risarcimento del danno (economico, alla vita di relazione, stress, rischio di danno alla salute) – o per ottenere la riduzione della bolletta – tramite le associazioni di consumatori, le quali possono promuovere una class-action, cioè un’azione giudiziaria collettiva, di solito gratuita per i propri iscritti.

Anche il Comune stesso può chiedere alla società fornitrice – che spesso è pubblica – che il costo della bolletta venga abbassato, per costringere il fornitore a un intervento. In certi casi, è stato chiesto addirittura un taglio del 50 percento delle bollette, ed è nell’interesse del venditore applicare una riduzione mentre cerca una soluzione al problema, per non esasperare la cittadinanza e costringerla a una campagna di disubbidienza ed a non pagare più la bolletta.

Infatti, altrimenti i cittadini pagano l’acqua potabile due volte: prima al supermercato e poi con le bollette che il fornitore invia agli utenti, bollette che continuano a riportare la dicitura “acqua potabile” mentre non lo è. Nel frattempo, il fornitore deve eliminare le cause dell’inquinamento o investire installando filtri o sistemi di potabilizzazione più sofisticati, in grado di riportare l’acqua erogata entro i parametri di legge così da non nuocere alla salute.



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