Indennizzi per disservizi telefonici: cosa si può fare

z49Mancate attivazioni della linea, ritardi nelle migrazione verso un nuovo operatore, servizi a pagamento o abbonamenti non richiesti… La lista dei disservizi che caratterizzano gli operatori telefonici italiani è molto lunga e l’AgCom sta lavorando a una nuova delibera per tutelare gli utenti.

Infatti, il vecchio regolamento del 2011 appare ormai inadeguato. Lo si vede bene nel caso delle migrazioni telefoniche per garantire la portabilità del numero, che in teoria dovrebbero avvenire in 10 giorni ma che in realtà molto spesso si protraggono per tempi biblici tra rimpalli vari di responsabilità.

Anche le multe inflitte dall’AgCom ai vari operatori per comportamenti scorretti risultano pressoché inutili, dati gli importi ridicoli delle sanzioni, perché si parla normalmente di pochi milioni a fronte di un business dell’ordine di un miliardo di euro: decisamente bruscolini!

Anche se segnalare gli eventuali disservizi all’AgCom è sempre una buona cosa ai fini sanzionatori, l’utente è bene che si rivolga a un’associazione di consumatori, che con il solo costo annuo all’associazione stessa può fornire supporto legale e fare da tramite con il Co.Re.Com regionale per la procedura di conciliazione.

Infatti, prima di adire le vie legali occorre fare un tentativo di conciliazione paritetica, che è gratuito. Dopodiché, se la conciliazione non si conclude entro 30 giorni, oppure se l’accordo proposto all’utente non viene accettato da quest’ultimo, ci si può rivolgere a un giudice.

In pratica, conviene rivolgersi al Giudice di Pace competente per il proprio luogo di residenza. E per non arrivare in Tribunale, di solito gli operatori preferiscono risarcire il cliente: 2 controversie su 3 si concludono infatti con un rimborso e solo in 1 caso su 2 il risarcimento ricevuto è stato inferiore a 500 euro.



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