C’è il diritto di ripensamento per i contratti luce e gas?

lg3Sì, c’è la possibilità di cambiare idea dopo la stipula del contratto elettrico o del gas – magari perché ce l’hanno fatto per strada o di corsa e ci si è accorti nel frattempo di essere stati ingannati – ma solo se lo si fa con la giusta tempistica e si hanno i requisiti necessari.

Secondo quando dettato dalla deliberazione AEEG Arg/elt/104/11, infatti, se si è titolari di un’utenza domestica, il ripensamento può essere comunicato, per iscritto, entro 14 giorni (erano 10 fino al maggio 2014) dalla sottoscrizione del contratto. Non è previsto alcun costo aggiuntivo.

Il diritto di ripensamento per l’energia elettrica ed il gas si può esercitare nel caso in cui il cliente ha concluso il contratto fuori dalla sede o dagli uffici commerciali del nuovo fornitore: ad es., in casa propria, in un centro commerciale, a distanza via telefono o a distanza via Internet.

La comunicazione dovrà contenere obbligatoriamente i dati anagrafici del cliente finale e quelli della fornitura. L’assenza di queste informazioni comporterà il mancato accoglimento della richiesta. La comunicazione in questione andrà inviata – via fax, raccomandata A/R o PEC – al recapito del fornitore di energia.

Il diritto di recesso non è previsto per le utenze diverse da quelle domestiche. Ma puoi comunque decidere di cambiare fornitore in ogni momento o di tornare al mercato tutelato, in virtù del diritto di recesso.



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