Esempio di calcolo della Tari per un negozio

notpLa tariffa da applicare per i negozi varia in ragione dell’attività svolta, con riferimento al codice ATECO prevalente. La Tari, inoltre, è un tributo composto e si compone di una parte fissa e di una parte variabile.

Per il calcolo della Tari riferito ai negozi si deve innanzitutto moltiplicare la superficie calpestabile dei locali per la tariffa fissa unitaria della categoria di appartenenza (classificazione in base alle 21/30 categorie merceologiche del DPR n. 158/1999).

A tale valore si aggiunge poi il prodotto tra la superficie dei locali e la tariffa variabile della categoria di appartenenza. Facciamo un esempio pratico di un negozio di categoria 13/30 di 120 mq:

Parte fissa = (120 x tariffa fissa unitaria categoria 13 x giorni/365)
Parte variabile = (120 x tariffa variabile unitaria categoria 13 x giorni/365)

La Tari è quindi la somma delle due voci sopra riportate.

Ma non è finita. Alla tassa così calcolata si applica inoltre il Tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene ambientale (Tefa) previsto dal D. Lgs. 30/12/1992 n. 504.

Il tributo Tefa viene determinato dalla Provincia in misura non inferiore all’1 per cento né superiore al 5 per cento delle tariffe della tassa sui rifiuti. Il Comune riversa alla Provincia gli importi riscossi a titolo di Tefa.



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