Il diritto di ripensamento o recesso nei contratti luce, gas, telefono

strconIl cliente che cambia idea dopo aver consegnato una proposta irrevocabile o aver concluso il contratto per la fornitura di energia elettrica, gas, acqua, telefono, adsl, etc. fuori dalla sede o dagli uffici commerciali del nuovo fornitore (per esempio in casa propria o in un centro commerciale) o al telefono o via Internet (dunque, con comunicazione a distanza) ha diritto al ripensamento, che può liberamente esercitare senza oneri a suo carico e senza alcun obbligo di specificare il motivo.

In pratica, il cliente ha 10 giorni di tempo per comunicare in forma scritta al nuovo venditore – tramite lettera raccomandata – la propria decisione di non volere più aderire al contratto (o di rinunciare alla proposta) e, conseguentemente, di voler restare con il proprio attuale fornitore.

I 10 giorni in questione decorrono dal momento della consegna della proposta contrattuale irrevocabile o dalla conclusione del contratto, che ad es. può esservi stato fatto firmare da giovani agenti entrati in casa e armati di una buona capacità di convincimento. Sono un tempo prezioso se si ha fra le mani un contratto non voluto o, addirittura, si ritiene di essere stati raggirati.

In caso di contratto a distanza (via telefono o internet), i 10 giorni vanno calcolati a partire dalla data in cui il cliente riceve la copia scritta del contratto. In questi casi, infatti, il legislatore ha ritenuto di individuare delle condizioni di debolezza del consumatore all’atto della conclusione dell’acquisto, e pertanto ha ritenuto di garantirlo concedendogli tale diritto.

Non ha, invece, diritto al ripensamento il cliente che ha aderito alla proposta irrevocabile o ha concluso il contratto direttamente negli uffici del venditore. Inoltre, salvo diversi accordi contrattuali tra le parti, il diritto di ripensamento non è previsto per gli acquisti effettuati da aziende o professionisti con Partita Iva.



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