Che differenza c’è fra bollette di acconto e di conguaglio?

Le bollfiamette del gas possono essere di due tipi: di acconto o di conguaglio. Le bollette di acconto sono basate su consumi presunti, per la mancanza di un’effettiva lettura del contatore, pertanto contengono l’ultima lettura rilevata, il consumo presunto e l’importo da pagare entro una determinata scadenza, e l’utente è invitato a comunicare al fornitore la lettura del contatore se il consumo stimato differisce molto da quello effettivo.

La stima è di solito calcolata sulla base dei consumi effettivi registrati in analoghi periodi dell’anno precedente ed eventualmente aggiornati in relazione all’andamento climatico dell’anno in corso. Per i nuovi clienti, la stima è in genere calcolata sulla base delle caratteristiche della località in cui risiede la fornitura, della destinazione d’uso, del numero e del tipo di apparecchiature alimentate a gas di cui dispone il cliente.

Le bollette di conguaglio, invece, sono basate sui consumi effettivi, grazie a una reale lettura del contatore e riportano, fra i numerosi dati, la lettura effettiva su cui la fattura si basa, gli acconti già pagati, l’importo a conguaglio ottenuto detraendo dall’importo totale la somma degli importi già fatturati, il preavviso dei consumi presunti su cui sarà calcolata la prossima bolletta. La bolletta di conguaglio viene emessa solitamente a fine anno.

Questo meccanismo dell'”acconto” e del “conguaglio” può talvolta dar luogo a fenomeni spiacevoli, quali l’invio di “maxi-bollette” o richiesta di acconti illegittimi. Il problema dei possibili “acconti illegittimi” è ben illustrato da un esempio eclatante capitato nel 2009, quando Enel Energia ha inviato a migliaia di consumatori bollette sbagliate dalle cifre esorbitanti per consumi di gas presunti, ma non adeguatamente verificati, di cui si pretendeva il pagamento anche dopo i reclami degli utenti, per di più non precisando in alcun modo la modalità e i tempi di restituzione di tali cifre e, in alcuni casi, senza dare la possibilità di rateizzare le cifre richieste.

In caso di maxi conguaglio, cioè di bollette dall’importo particolarmente elevato, che supera di una certa entità la media degli importi bimestrali solitamente pagati (in pratica, superiore a più del doppio del più alto importo addebitato nelle bollette in acconto emesse in precedenza), oppure di bollette contenenti importi dovuti al ricalcolo delle tariffe, è possibile scegliere di pagare a rate. Ma nei contratti stipulati nell’ambito del libero mercato per l’energia non c’è, purtroppo, l’obbligo di concedere tale rateizzazione.



Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *