Il contratto Enel non residenti costa di più?

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Sì, il contratto luce, cioè per la fornitura di energia elettrica a non residenti può costare fino a circa il 30% in più rispetto a quanto normalmente paghereste se foste residenti. In rete c’è chi ha scoperto che per 10 anni ha pagato la cifra sbagliata, gravata appunto del 30%.

Quando firmate un nuovo contratto oppure fate una voltura del precedente contratto a vostro favore, l’Enel vi chiede di inviare a un certo indirizzo, entro sei mesi, un’autocertificazione con i dati catastali, se siete residenti in un certo Comune e volete pagare come tali.

Se non lo fate, dopo sei mesi comincerete a pagare la tariffa “non residenti”, e lo capite perché sulla vostra bolletta, nella sezione “Dati fornitura”, non trovate scritto “Uso domestico residente…” bensì “Uso domestico non residente…”.

In tal caso, vi basta comunicare all’Enel la vostra residenza, producendo la necessaria documentazione dimostrando quindi che la cosa era pregressa, dopodiché seguire le loro istruzioni per poter essere rimborsati per quanto pagato in più. Infatti, il rimborso può essere richiesto fino a 10 anni dopo.

Se dopo due bollette ancora non è stata applicata la corretta tariffa, occorre farsi valere intimando al fornitore di energia elettrica l’applicazione della tariffa residenti, con una lettera di messa in mora da inviarsi, come sempre, per raccomandata A/R, magari inviandola in copia all’AEEG.



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