Come contestare le bollette elettriche gonfiate o di importo eccessivo

bollette pazzePuò capitare che vi arrivi una bolletta elettrica dall’importo esorbitante. Come ci si deve comportare in questi casi senza lasciarsi prendere dal panico?

La prima cosa da fare è contattare il servizio clienti per avere chiarimenti. Potrebbe infatti trattarsi di una bolletta che comprende alcuni arretrati, un periodo più lungo del solito o semplicemente una bolletta di conguaglio, se avete ancora il contatore vecchio tipo e non quello elettronico.

Se i chiarimenti non sono soddisfacenti e la questione non si risolve, potete chiedere l’indirizzo a cui inviare contestare la cosa con raccomandata A/R. Nel frattempo, vi conviene pagare la bolletta per la parte di importo che ritenete corretta e contemporaneamente procedere con le richieste o contestazioni scritte.

Ad esempio, potete richiedere al vostro fornitore del servizio – Enel, Sorgenia, Eni, Eon, Acea, o chi per esso – un prospetto dettagliato che mostri i conteggi effettuati (nel caso di vecchio contatore meccanico) oppure i consumi giornalieri (nel caso del nuovo contatore elettronico).

Più utile e importante, tuttavia, è spedire una cosiddetta “richiesta di rettifica” della bolletta, sempre tramite raccomandata A/R, spiegando i motivi della contestazione ed utilizzando un modulo che il fornitore di energia è obbligato a mettere a disposizione sul proprio sito web.

La lettera andrà corredata con una copia della bolletta incriminata e di eventuali “prove” a proprio favore. Se non si riceve una risposta entro 40 giorni, o comunque se anche questo tentativo non va a buon fine, e magari l’Azienda minaccia di interrompere la fornitura di energia elettrica, ci sono varie possibilità:

1) Ci si può rivolgere all’Aeeg, l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, per ricevere assistenza e protezione, oppure a un’associazione di consumatori, che ha accesso agli uffici di conciliazione e arbitrato attivati con i gestori dei servizi energetici.

2) Fare ricorso all’Azienda dinanzi a un Giudice di Pace, cosa che vi permetterà di chiedere il risarcimento dei danni anche per l’eventuale interruzione nella fornitura di energia.



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