Come contestare le bollette di conguaglio Acea

ac33Diciamo subito che, quando si riceve una bolletta di conguaglio, non si capisce mai facilmente se l’importo è realmente dovuto. Tanto più quando il conguaglio si riferisce addirittura ad anni precedenti, come a volte succede. E ancor di più quando si parla di bollette del gas piuttosto che di bollette della luce.

Se comunque, magari con l’aiuto o la consulenza di qualcuno un po’ più esperto, avete fondati motivi di ritenere illegittimo l’importo fatturato nella bolletta di acconto del vostro fornitore (Acea, Enel, Eni, Edison, Sorgenia, etc.), allora dovete inviargli un reclamo scritto tramite raccomandata A/R in cui spiegate l’errore che secondo voi è stato commesso.

Ciò è tanto più facile quanto più l’importo del conguaglio risulta “stratosferico” e tanto più se voi avete fatto di tanto in tanto l’autolettura del contatore e comunicato i relativi dati telefonicamente. In ogni caso, potete anche semplicemente chiedere che giustifichino i consumi che le stanno addebitando nel conguaglio e potete minacciare di segnalare la questione all’Aeeg.

Acea (o il vostro fornitore, se diverso) dovrà fornirvi, entro 40 giorni, una risposta motivata e dettagliata. Se l’errore viene ammesso, lo storno della fattura e il rimborso di quanto eventualmente nel frattempo da voi pagato dovrà avvenire tramite accredito in bolletta entro 90 giorni. In caso di ritardo nel rimborso, si ha il diritto a degli indennizzi automatici per il ritardo.

Se al vostro reclamo non viene data risposta entro i tempi previsti – oppure se questa non viene ritenuta soddisfacente – conviene rivolgersi a un’associazione di consumatori per chiedere di presentare la domanda di conciliazione, che è gratuita e spesso sblocca le cose. Se anche la procedura di conciliazione non vi rendesse giustizia, potete sempre rifiutarvi di accettarne le conclusioni e adire le vie legali.



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