Come contestare i consumi stimati da Acea superiori a quelli reali

ac66In passato molti consumatori hanno segnalato di aver ricevuto da Acea bollette elettriche con consumi fatturati molto superiori ai consumi effettivi. Al che Acea ha risposto che ciò era dovuto a “una anomalia nel software utilizzato per la lettura elettronica dei contatori”.

Fra l’altro si trattava di un consumo stimato e le autoletture comunicate nel frattempo ad Acea dai clienti erano state ignorate, mentre a norma di contratto ogni utente deve pagare l’energia elettrica effettivamente consumata, non importi relativi a consumi “di fantasia”.

Questo senza considerare il fatto che, se anche l’importo pagato in più viene in seguito restituito scalandolo dalle bollette successive, esso non comprende l’Iva, o la differenza per le differenti fasce orarie di consumo, e quindi il cliente comunque subisce un danno tangibile.

Pertanto, inoltrate ad Acea, tramite raccomandata A/R, una richiesta di rettifica della fatturazione. In genere è possibile scaricare l’apposito modulo dal sito web dell’Azienda che vi fornisce la corrente elettrica. Altrimenti potrà fornirvelo una qualsiasi Associazione di consumatori.

Acea dovrà fornirvi, entro 40 giorni, una risposta motivata e dettagliata. Se l’errore viene ammesso, il rimborso dovrà avvenire tramite accredito in bolletta entro 90 giorni. In caso di ritardo nel rimborso, si ha il diritto a degli indennizzi automatici per il ritardo.



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