L’indennizzo per mancata risposta al reclamo Telecom

Nel caso in cm65ui un utente invii un reclamo scritto a un operatore di telefonia – meglio se con raccomandata A/R – e non riceva una risposta entro 45 giorni dall’invio dello stesso, ha diritto a un indennizzo cosiddetto “automatico”, che raddoppia nel caso si tratti di un’utenza business.

Dal 1° gennaio 2012, l’indennizzo automatico la mancata o ritardata risposta a un reclamo rispetto al termine previsto dalla Carta dei Servizi del proprio operatore è di 1 euro per ogni giorno di ritardo, fino a un massimo 300 euro, come previsto dalla relativa delibera dell’AgCom, il Garante delle Comunicazioni.

L’indennizzo è computato in misura unitaria a prescindere dal numero di utenze interessate dal reclamo ed anche in caso di reclami reiterati o successivi, purché riconducibili al medesimo disservizio.

L’utente che non riceve risposta – oppure la riceve in ritardo – dovrà quindi inviare una raccomandata A/R al proprio operatore, con la richiesta di pagare l’indennizzo per mancata o ritardata risposta mediante accredito a partire dalla prima fattura successiva.

Se anche così non si ottiene nulla, ci si può rivolgere ai “comitati regionali per le comunicazioni” (Co.Re.Com), che sono organi della stessa Autorità garante (AGCOM), sia per risolvere il motivo del reclamo originale sia (oppure solo) per ricevere l’indennizzo spettante.

Il Co.Re.Com della propria regione attiva gratuitamente una procedure di conciliazione e se per caso entro 30 giorni non si giunge a un esito o se la proposta della controparte non è accettata dall’utente, questi può adire le vie legali, ad esempio rivolgendosi al Giudice di Pace.

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